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"Dalla strada che da Vicenza conduce a Bassano, dopo
Polegge e poco prima del cavalcavia di Povolaro, si diparte a sinistra
un lunghissimo rettifilo alberato che mena alla Villa Da Porto. Subito
intravvedi al termine della prospettiva verde il superbo pronao; via via
che ti avvicini la villa ti appare sempre più monumentale; giunti
al cancello ti impressiona la sua mole grandiosamente altera. Mai forse,
in tutto il neoclassicismo europeo fu detta parola più devota al
Palladio: e qui a pronunciarla fu il massimo architetto veneto del tempo
- Ottone Calderari - che la costruì nel 1770.
R. Cevese dal libro "Ville della provincia
di Vicenza" (Ed. Rusconi immagini)
Monumentale e altera, grandiosa e imponente, villa Da Porto-Casarotto,
fu progettata per Antonio Maria Porto, tra il 1775 ed il 1778 dal più
importante architetto neoclassico vicentino, Ottone Calderari.
Un'ampia scalea in pietra, racchiusa da due alti e larghi poggi, conduce al
maestoso pronao jonico, che si conclude sulla sommità con un timpano
contenente l'arma Porto. All'interno, un breve vestibolo collega il pronao al
vastissimo salone centrale. Ai lati, le sale del piano nobile e le stanze comunicanti,
hanno soffitti a padiglione e a spicchi binati angolari.
Dalla residenza padronale si dovevano protendere lateralmente due logge, collegandosi
rispettivamente alla sinistra con i rustici e alla destra, dopo la cedraia,
con l'oratorio della Vergine di Monte Berico, opera dello stesso Ottone Calderari che
la costruì tra il 1774 e il 1776. La costruzione delle due loggie ebbe inizio,
come lo testimoniano le sagome sulla muratura della villa, ma vennero subito dopo
rimosse.
Un imponente fastigio con orologio, recande la data 1755, troneggia sull'arco mediano
dell'ampio porticato. L'ideatore fu Giulio Porto, architetto dilettante e zio di
Antonio Maria, che si impegnò alla ridefinizione dei corpi rustici, già
esistenti alla fine del XVII° secolo. La villa appartiene alla famiglia Casarotto
dal 1924.
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