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Villa storica a Dueville (Vi) a disposizione per l'organizzazione
di ricevimenti, feste di gala, matrimoni, cene aziendali, servizi fotografici,
sfilate di moda a Vicenza "Dalla strada che da Vicenza conduce a Bassano, dopo Polegge e poco prima del cavalcavia di Povolaro, si diparte a sinistra un lunghissimo rettifilo alberato che mena alla Villa Da Porto. Subito intravvedi al termine della prospettiva verde il superbo pronao; via via che ti avvicini la villa ti appare sempre più monumentale; giungi al cancello e ti impressiona la sua mole grandiosamente altera. Mai forse, in tutto il neoclassicismo europeo fu detta parola più devota al Palladio: e qui a pronunciarla fu il massimo architetto veneto del tempo - Ottone Calderari - che la costruì nel 1770. La Villa si compone di tre blocchi: il pronao, che si allunga
nella scalea; il corpo da cui energicamente avanza e le due ali un po'
arretrate. Un quarto blocco l'avrebbero formato due portici, ma non furono
nemmeno iniziati. La Villa si alza su tre piani: sopra il pianterreno,
che ne costituisce lo zoccolo, si trova il piano nobile e sopra ancora
l'attico. Il pronao jonico fa cadenza con un fusto di colonna, accoppiato
a un pilastro: il profilo rigido di questo determina il primo duro passaggio
nell'articolazione dei tre blocchi. Nei due voltatesta del pronao Calderari
stacca, seppur di poco, il pilastro d'angolo dall'arco, collegandosi strettamente
alla soluzione palladiana della Rotonda. La trabeazione dell'ordine si
semplifica nelle pareti adiacenti, tramutandosi in alta fascia che vigorosamente
lega e rinforza la struttura. Nei due campi di parete ai lati del pronao,
le finestre dello zoccolo e del sottotetto s'aprono a labbro vivo, mentre
quelle grandi del piano nobile sono incorniciate da modanature di ascendenza
cinquecentesca che si curvano al sommo nel frontoncino curvilineo. Le
pareti si sviluppano lisce, soltanto rigate da fasce, più o meno
alte, a vari livelli. Le due ali arretrate sono al contrario rivestite
di bugne gentili e il loro reticolo crea una lieve increspatura pittorica
che le differenzia ulteriormente dal secondo blocco. La pianta lucidissima
nella distribuzione dei vani sembra un compromesso tra vari schemi compositivi
del Palladio. R. Cevese dal libro "Ville della provincia di Vicenza" (Ed. Rusconi immagini) |
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